Le spine di una…Rosa

“Non capisci che sono uomini e possono fare ciò che vogliono? Arrangiati con il poco che ti dà.”

Per quanti, agghiaccianti anni uomini e donne hanno ragionato così, dando per scontato che la violenza fosse un corollario logico e inevitabile del matrimonio, della relazione tra i due sessi, che la donna dovesse quotidianamente subire ogni genere di inaudita, intollerabile violenza?

Sì, perché di violenza non ce n’è una sola, ne esistono moltissime, dolorose sfumature: da quella fisica, la più scontata, quella che fa più clamore, quella dello schiaffo, del pugno, dello sfregio estetico, a quella mentale, una delle più pericolose, perché va a minare certezze e autostima della vittima designata, da quella verbale, fatta di insulti, parolacce e umiliazioni in pubblico e non, a quella sessuale (sì, perché uno stupro può avvenire anche tra le mura domestiche, e frequentemente) ed economica, che impedisce alla donna di possedere anche la minima indipendenza economica dal coniuge.

È proprio su queste tematiche che si snoda la trama di Le spine di una… Rosa, potente esordio narrativo dell’autrice Marzia Polito, un romanzo estremamente difficile da leggere, ma certamente non per la mancanza di stile o di maestria letteraria da parte della Polito, anzi: si tratta di un volume talmente realistico, dallo stile narrativo talmente limpido, vivido, incisivo, e i personaggi risultano caratterizzati in maniera così concreta che arrivare in fondo è un dolore per chi legge, donna o uomo che sia.

Toccare con mano il degenerare progressivo di quella che, almeno inizialmente, sembrava un’autentica storia d’amore, percepire a pelle la sofferenza e l’umiliazione di Rosa, arrivare al punto di odiare profondamente Nando, marito – padrone, di augurargli anche soltanto un briciolo di ciò che ha fatto subire alla moglie e ai figli, in un’infinita catena di disumana violenza (e dove la costrizione all’aborto, o meglio a più di uno, diventa altra tematica collaterale su cui riflettere attentamente), è inevitabile.

Sentimenti forti, quelli suscitati nel lettore, un senso d’indignazione ovvio e sacrosantemente giusto ma, analizzando meglio il proprio stato d’animo post – lettura, c’è qualcos’altro che emerge: un senso di rabbia e frustrazione rivolto non soltanto al carnefice, ma anche alla vittima, proprio quella Rosa che subisce, che persevera nei suoi indicibili errori, che, nonostante tutto, continua ad amare il suo aguzzino sperando, utopisticamente, che forse un giorno possa tornare il suo principe azzurro.

Ed è proprio questo il messaggio più importante che ci lancia Marzia Polito: quando leggiamo, o ascoltiamo al telegiornale, la notizia dell’ennesima violenza subita da una donna, non meravigliamoci del fatto che, magari, la vittima non abbia mai denunciato il proprio partner, o ne abbia subito le angherie per anni, perché è proprio questa la parte più difficile: denunciare la violenza subita, superare la paura, la vergogna dell’essere giudicata, l’umilazione, e tentare, tra mille difficoltà, di ricominciare a vivere, per davvero.

Nel complesso, un libro di fortissimo impatto emotivo, una scelta stilistica assolutamente vincente (l’autrice apre il romanzo, introduce il lettore alla dolorosa realtà femminile degli anni Sessanta/ Settanta – anni in cui le denunce per abusi sarebbero state del tutto inutili – per

poi ritirarsi e lasciar spazio al completo svolgimento della narrazione), e un invito, sul finale, da sventolare gloriosamente come un vessillo: “Ama il tuo essere Donna”.

 

 

Arianna Borgoglio

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Una settimana in rosa

Arianna Raimondi ci ha proposto il suo romanzo: “Una settimana in rosa”.

Sette protagonisti raccontano la loro storia d’amore in sette giorni. Sette protagonisti si prefiggono la missione più difficile al mondo: insegnare l’amore in una settimana.
Protagonisti diversi, storie diverse accomunate da un unico scopo.
Questo libro,giovanile e molto scorrevole appare al lettore come un diario, dove vengono raccolte un insieme di storie, raccontate ogni volta da una ragazza diversa esponendo le proprie esperienze e i propri pensieri. Ognuna vive l’amore in un modo diverso: troviamo nel racconto, un amore traditore,contraddittorio,improvviso o mai soddisfatto.
Un amore raccontato nelle sue più grandi sfaccettature insomma.
Un libro dove al centro di tutto ci sono loro,le donne! Coloro che hanno imparato a loro spese che l’amore non è solo quello di coppia,ma al contrario, si può vivere bene anche da soli amando se stessi.Lo stile della scrittura lascia davvero contento il lettore che si affaccia su una tematica a volte sottovalutata nella maniera più vera e sincera possibile. Le storie sono ben strutturate, i racconti riescono a lasciare ai più sensibili strascichi delle loro sensazioni.
Davvero piacevole da leggere, consigliato sia per i più romantici ma anche per i più cinici.

Recensione a cura di: Rosa Di Fiore.

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