Squatter!

Gianfranco Sorge torna su queste pagine, dopo Profondità emotive, con un nuovo romanzo: Squatter!.

Luna, originaria di Palermo, abbandona la sua famiglia e si trasferisce a Parigi, dove vivrà di stenti in un palazzo fatiscente insieme ad altri squatter come lei. Le vicende di Luna si intrecceranno improvvisamente con quelle di Dito (clochard greco senza dita di una mano) ed Occhio (barbona che colleziona occhi finti). Vittima di un rapimento e convinta di avere origini aliene, Luna vivrà la sua vita tra continui eccessi ed imprevisti.

Gianfranco Sorge dà nuovamente prova della sua originalità e della sua capacità di scavare a fondo nell’esistenza umana, dando qui voce ad una categoria di persone (quella degli squatter, occupatori abusivi) che vive quotidianamente ai margini della società come veri e propri fantasmi.
Forte di una scrittura scorrevole e di una dettagliata caratterizzazione psicologica dei personaggi, il romanzo cerca di sensibilizzare il lettore verso i reietti della società, descrivendone fragilità, manie, ansie, istinti autodistruttivi.
L’eccesso, vero protagonista della vita di Luna e dei suoi compagni, lo si percepisce anche nel linguaggio utilizzato e nelle scene (soprattutto quelle di sesso) descritte in modo molto realistico dall’autore.

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Profondità emotive

“Profondità primitive” di Gianfranco Sorge è un volume giocato sulla rilevanza assunta dal “peso” del vissuto psicologico – soprattutto infantile – sulla interiorità (sensibilità, emotività, autostima, visione del mondo, ecc.) di ognuno di noi: chi, dunque, si aspetti una storia con colpi di scena e ritmo frenetico, è destinato a rimanere deluso.Eleonora è una giovane donna, borsista in filosofia, con l’hobby della pittura, segnata da bambina dalla morte del fratellino Marco: l’evento nefasto le conferisce innanzitutto la paura dell’inaccettazione da parte dei propri familiari (provati anch’essi dalla tragedia), poi una più generale difficoltà a sentirsi accettata e amata, infine, a cascata, una elevata selettività (o ritrosia, che dir si voglia) nella scelta del partner: non è un caso se, quando conosce Ruggero – brillante medico chirurgo, scettico circa il valore della psicoterapia – Eleonora non ha ancora mai avuto un uomo…La storia d’amore fra i due, nata grazie ad un banale, lieve incidente d’auto, si presenta da subito sospinta dalla “chimica” prima ancora che dal sentimento: gli sguardi, i fremiti, gli umori corporei inviano al cervello input inequivocabili, i quali, attraverso fasi alterne, conducono i due sino al più classico lieto fine: il matrimonio – così come da lei da sempre vagheggiato –, il concepimento di un feto sanissimo, infine l’attesa entusiastica per un figlio che si configura per la protagonista quale autentica, insostituibile misura e “sostanza” della propria femminilità.Il libro si presenta pregno di citazioni filosofiche, di interessantissime ed originali digressioni psicologiche (quelle che Eleonora fa col proprio analista, in particolare), di interpretazioni in chiave psicanalitica dei sogni; elementi tutti che denotano una costruzione narrativa fortemente connotata in senso introspettivo, e che costituiscono l’autentico valore aggiunto del romanzo.

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