Orpheus

Diana Mistera,con il suo libro che chiama “Orpheus”, ci racconta la storia di Geena, una giovane sensitiva che eredità il suo dono dalla sua amata nonna, insieme ad un libro, apparentemente di poesie, e un prezioso bracciale antico.
Una svolta significativa alla vita della protagonista e allo stesso fantasy è data dall’incontro con Orpheus, un tipo, molto particolare, che l’autrice riesce a rendere curioso e interessante,ed a catturare l’attenzione del lettore.
Come tutti i fantasy che si rispettano anche in questo la protagonista avrà un segreto, di quelli belli forti che cambieranno inesorabilmente la sua vita.
Gli oggetti sopra citati risultano essere, per lo sviluppo del romanzo, ben congeniati e studiati. Interessante qui la fantasia della scrittrice.
L’autrice ambienta questo libro in tre posti diversi,ciò aumenta l’aura di mistero che circonda questo interessante fantasy, portando il lettore in luoghi oscuri. L’oscurità di questi, le ambientazioni tetre e forti, sono il punto forte di un romanzo ben scritto e curato.
L’autrice con molta abilità e cura, descrive minuziosamente piccoli dettagli, riuscendo a dare al lettore, diverse sfumature degli stessi scenari che si figurano piacevolmente ai suoi occhi.
La trama è originale, scorre in maniera veloce riuscendo a non annoiare mai chi legge, i personaggi riescono ad trasmettere emozioni e ad entrare in empatia col lettore.
La scrittura tende ad essere un po’ ostica a volte, ma ciò non toglie che “Orpheus” sia una lettura da consigliare agli amanti del genere.
Attendiamo il sequel e auguriamo buona fortuna all’autrice.
Recensione a cura di: Rosa di fiore
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Intervista a Roberto Ricci

Dopo la nostra recensione di “Buio Rosso” dell’autore Roberto Ricci, gli abbiamo posto qualche domanda per poter conoscere al meglio l’autore ed i suoi punti di vista.

-Nella vita sei parruchiere cosa ti ha spinto a scrivere un libro?  Scrivere è sempre stata una passione, andata di pari passo con quella per il mio lavoro principale. Il caso ha voluto che nel 2012 partecipassi ad un premio letterario e inaspettatamente lo vincessi. Da lì ho capito che era il caso di impegnarsi anche in questo campo.

-Sei soddisfatto del tuo lavoro? Del mio lavoro di parrucchiere sono soddisfatto, anche se dopo 23 anni di negozio con la crisi in giro, lo stato che tartassa tutti gli artigiani, qualche momento di “stanca” sopraggiunge.

-Buio Rosso è una raccolta di racconti Horror come mai hai puntato su questo genere? Ho sempre amato il genere thriller – horror sin da bambino. A 11 anni mi feci regalare la colonna sonora di Profondo rosso e a 13 vidi Suspiria al cinema, grazie a un parente bigliettaio che mi fece entrare nonostante il divieto ai minori.

-Hai saputo creare molta suspense, ti ispiri a qualche autore noto? Il mio stile è ispirato, ma soprattutto è un omaggio al cinema thriller – horror Italiano degli anni 70 – 80. Quello di Bava, Argento e Fulci, per citare i più noti. Argento poi, è il mio mito assoluto.Cerco di ricreare su carta, quelle atmosfere.

-Hai mai pensato di dedicarti solo alla scrittura? Magari!!!! Vivere solo di scrittura, credo che sia impossibile, a meno che uno non divenga il nuovo Umberto Eco o Niccolò Ammaniti.

-Cosa pensi possa offrire, attualmente, il mercato ad autori esordienti? A livello economico, credo che il mercato offra zero ai nuovi esordienti. Per quello che riguarda invece la visibilità, oggi è molto più facile farsi conoscere rispetto a una volta, grazie alle possibilità del web. 

-Questo libro ti ha portato le soddisfazioni che speravi? Questo libro mi ha portato tante soddisfazioni. Principalmente, quella di aver visto realizzati due cortometraggi tratti da altrettanti racconti contenuti nella raccolta. Il Cappotto (2012) diretto da Giuseppe Ferlito e Guanti Neri (2014) diretto da Federico Tadolini. Non è cosa che capiti spesso.

-Hai altri progetti in cantiere? I nuovi progetti sono : un terzo cortometraggio thriller “Nel Silenzio Della Notte”, le cui riprese si sono concluse da pochi giorni. Tratto da un mio soggetto inedito, è diretto da Massimiliano Belvederesi, un giovane regista Anconetano come me. Lo presenteremo a Ottobre. Inoltre, sto lavorando alle mio primo romanzo. Un giallo decisamente forte, ambientato nel mondo dell’acconciatura. Il titolo non l’ho ancora deciso. Conto di farlo uscire intorno a Marzo 2016. Infine, sto curando per il bimestrale digitale Forward You, una storia del cinema Italiano della paura, divisa a puntate.
Considerando anche il mio lavoro principale, non ho da annoiarmi

Di seguito le foto del Backstage:    .

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Generazione oltre la linea

Sergio Messere al suo esordio con il romanzo distopico “Generazione oltre la linea” racconta attraverso Dani, il protagonista del romanzo, le vicende di diciotto ragazzi in una sorta di campo-scuola di vita, l’Officina degli Uomini, situato sui lidi dell’Alto Lazio.

Nonostante, il romanzo scorra lento, possiamo assaporare la grande maestria con cui l’autore tratta argomenti impegnativi e di spessore, come ad esempio le coltivazioni OGM e  altrettanti problemi legati alla società. Ambientato nel 2040, “Generazione oltre la linea ” presenta una forte mescolanza tra passato, presente e futuro, il tutto arricchito da un linguaggio accuratamente scelto da  Sergio Messere, che permette al lettore di avere un quadro fisico e psicologico completo dei venti personaggi che arricchiscono il romanzo. Importantissimo il lavoro dell’autore il quale sapientemente e senza mai cadere nella volgarità, scrive di intense scene di sesso, di intrecci amorosi, passioni, rivalità, competizione sociale, lavoro e di subdoli meccanismi psicologici. “Generazione oltre la linea ” dimostra di essere una lettura di qualità, sia per la sua intera trama, sia per il linguaggio reale, forte e vivo, ma anche per il suo finale davvero sorprendente.  Lettura consigliata.

Recensione a cura di: Elena Gimmati

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