Ascolta le mie voci

Emanuele Cislaghi con il suo “Ascolta le mie voci” ci regala attimi di lettura intensa, profonda e coinvolgente.

Ci racconta abilmente, con grazia, dolcezza e saggezza, le più profonde emozioni dell’essere umano, invogliando e appassionando il lettore, che rapito dalla solerzia delle trame non riesce a far a meno di immedesimarsi nei vari protagonisti.

“Ascolta le mie voci” è una raccolta di racconti che racchiude in essa le più svariate caratteristiche, sintattiche e non.

Con uno stile semplice, svariato, e mai lagnoso, Emanuele Cislaghi imprime nei suoi racconti la vita per ciò che è veramente, e per quello che potrebbe essere. Emozioni come: gioia, paura, angoscia, rabbia e tristezza, vengono affrontati con suprema delicatezza, nonostante le tematiche non sempre semplici.

La narrazione di alcuni racconti è un vero e proprio flusso di coscienza, non c’è spazio per i dettami rigidi della grammatica, per virgole che fanno prendere fiato, tutto scorre sulla pagina bianca ed entra, con dovuta eleganza, nel lettore incantato e frenetico, ormai, inconsapevole.

Saranno le leggiadre parole e i racconti nel loro complesso a regolare la sintassi, non imponendo alcun tipo di direttiva, bisogna solo lasciarsi emozionare.

“I grandi sono proprio strani.”

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Intervista a: Nuwanda Nuwanda

Dopo aver letto e recensito il libro “Ah, Ahh, Ahhh” abbiamo intervistato questo curioso scrittore.

– Cosa spinge uno scrittore a pubblicare con uno pseudonimo?: Sono tanti i motivi che possono spingere uno scrittore a fare uso di uno pseudonimo, nel mio caso ho deciso spontaneamente di restare un po’ “dietro le quinte”.

-Nuwanda da cosa nasce?: Nuwanda è uno spirito indiano. I capi indiani d’America si facevano dipingere il simbolo di Nuwanda, un fulmine, sul petto per esprimere la propria forza. L’idea di utilizzare questo pseudonimo nasce dal film “L’attimo fuggente”: uno dei protagonisti, Charlie, decide di assumere questo nome quando viene ristabilita la setta dei poeti estinti.

-Il tuo titolo è abbastanza originale, ma non del tutto semplice. Non hai pensato ad eventuali problemi come la ricerca Google?:Il titolo è una degli elementi più importanti di un romanzo, nel mio caso è nato prima ancora della stesura dell’ intero romanzo. Quello scelto da me, “Ah… Ahh… Ahhh”, dà subito una chiave interpretativa del testo. La storia si basa sull’inafferrabilità delle parole, una frase che, secondo com’è pronunciata, può esprimere sensazioni diverse, di gioia o dolore. Penso che sia un titolo facile da ricordare e difficile da imitare, non vi preoccupate al momento google segnala solo il mio romanzo.

-Attualmente ti senti soddisfatto dei tuoi risultati?: Non lo so quanto tempo occorra per giudicare i risultati di un libro, penso anche ad autori che hanno avuto successi solo postumi. Al momento non me ne preoccupo. Il primo esame, quello di essere stato selezionato da un CE free, ciò che investe sull’autore senza chiedere in cambio nessun contribuito economico, è stato superato, ora attendo il parere dei lettori.

-Quanto pensi sia importante l’ebook per i nuovi scrittori?:L’ebook è fondamentale in quanto ha un prezzo più basso e inoltre permette di essere presente su più store di vendita, quindi è il mezzo ideale per raggiungere i lettori che utilizzano internet.

-Hai qualche altro progetto in cantiere?: Sì, sto scrivendo un nuovo romanzo ambientato nella mia Napoli, una città che un po’ la mia musa ispiratrice. In più non escludo che “Ah… Ahh… Ahhh” possa avere un seguito che forse non tutti si aspettano.

-Nella vita di cosa ti occupi?: Ho scelto uno pseudonimo per lasciare la mia vita privata fuori dalle altre mie attività, però posso affermare che la scrittura, purtroppo, non è il mio lavoro, faccio altro per sostenermi e coltivare le mie passioni

 

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