Intervista ad Alex Briatico

Dopo aver recensito il suo libro, abbiamo intervistato l’autore della raccolta di racconti:

“Della Morte, Dell’amore ( e una confessione), Alex Briatico.

  •  Alex, perché l’idea di più racconti brevi e non di un’ unica storia?

In realtà più che di una scelta, si tratta di una predisposizione. Riesco a concentrarmi meglio su lavori più brevi; infatti, in racconti più lunghi, mi sembra quasi di perdere il filo della morale che vorrei dare.

Mi piace proprio l’idea del racconto breve, anche perché è pungente, e giunge subito al punto.

 

  •  Nella tua biografia affermi che “Si inizia a scrivere per tristezza, chi non lo ha fatto e non mette i propri sentimenti fra le parole non è uno scrittore”. Ti definisci uno scrittore di “cuore”, di “sentimento”?

Si, senza dubbio. Infatti, in molti racconti più dei fatti, cerco di raccontare le emozioni. Come se i fatti andassero in secondo piano rispetto ai sentimenti che hanno generato.

Quindi si, sono decisamente uno scrittore di cuore e di sentimento.

  • Nella presentazione del libro racconti di averlo pubblicato per rendere omaggio ad un regalo che ti è stato fatto. Pensi di aver fatto un buon uso del quaderno regalatoti da Theo?

Spero di si, onestamente! Spero di aver ricambiato il gesto, e soprattutto di aver ripagato la sua fiducia, cosa fondamentale per me.

  • La descrizione del colpo di fulmine del racconto “Piacere, Claire” è molto intensa: immaginazione, o perle di vita reale?

Pura immaginazione. Il racconto è ambientato in un luogo reale, ma tutto quello che accade è immaginato.

A quel tempo non avevo vissuto e provato niente del genere; andavo più ad immaginazione, oppure, a dirla tutta, a speranza.

  •  C’è un racconto all’interno della raccolta a cui sei più legato?

Il racconto a cui sono più legato è quello che ho scritto per ultimo, in cui si nota anche una differenza nello stile, ed è “Ciao Amore”.

Può sembrare strano, ma non l’ho scritto in un momento in cui ero triste. Si potrebbe pensare che un racconto del genere sia stato scritto in un momento di abbandono, di tristezza. Invece no, era un momento abbastanza buono della mia vita, però ho immaginato un cambio improvviso di rotta. E l’intento era quello di spiazzare il lettore nel giro di poche parole.

  • Perché dare un volto e timori umani alla Morte nel racconto “Animae”?

Non tanto un volto umano quanto differente, che la vittima non riconosce, perché appunto il protagonista non sa chi la vittima veda. Può capirlo nel momento dell’ incontro con la sua vittima, nell’offerta di un’ immagine pre – morte che solo chi è coinvolto può comprendere.

Non dimentichiamo che la Morte non è un’ entità, bensì il passaggio del testimone tra persone predestinate a questo scopo.

  •  Hai altre passioni oltre alla scrittura?

Si, anche abbastanza lontane dalla scrittura. Una delle mie passioni è la ricerca nell’ambito speleo archeologico a cui partecipo grazie all’organizzazione UNEX Project ( UNderground EXploration Project ).

  • Progetti in cantiere?

In realtà più di uno. Sto portando avanti un progetto, parallelo ai racconti. Si tratta di una specie di laboratorio personale di scrittura, in cui alcuni racconti pubblicati sono stati migliorati grazie anche ai commenti che ricevevo.

Ho pubblicato anche un “libretto”, intitoloato “Proxima. Libro primo. Nascita”, in versione elettronica e scaricabile gratuitamente.

Sempre sul filone dei racconti più o meno brevi, sto continuando una raccolta un pò più matura e pensata rispetto a “Della Morte, Dell’Amore”, che sarebbe “I racconti delle Muse”. Il concetto di base si trova già nel titolo dell’opera, in cui, ogni racconto viene ispirato da un qualcosa, che sarà anticipato già nella trama del racconto.

C’è anche un’ altra raccolta di racconti, sul genere fantascientifico. Ho già buttato giù qualche pagina, l’ idea è legata ad una storia che ho sempre avuto in mente e che volevo sviluppare in romanzo, i racconti servono un pò a preparare il terreno, presentando lo scenario con tante immagini diverse.

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Della Morte, Dell’Amore …

Alex Briatico ci ha proposto il suo primo lavoro, Della Morte, Dell’Amore (e una confessione).

Il libro è composto da undici racconti, alcuni molto brevi, altri si protraggono per più pagine.

Parafrasando l’autore, che ritiene la sua scrittura “grezza e da levigare“, i racconti trattano argomenti particolari, che vanno dalla pazzia, al delirio onirico, alla paura, alla corruzione dell’anima, fino a guardare la vita con gli occhi della Morte, uno dei capitoli più forti della raccolta.

La scrittura è seducente, trascina il lettore tra le pagine per fargli vivere appieno i sentimenti provati dai personaggi, e nessuna storia è inferiore alle altre quanto ad intensità. La cura dei particolari è impeccabile, niente è lasciato al caso e l’immaginazione viene continuamente stimolata.

Molto toccante è il racconto “Piacere, Claire“, in cui viene descritta la sensazione provocata da uno sguardo, un colpo di fulmine che strega il protagonista della storia: “Molti dicono che è il primo sguardo quello che conta; l’infatuazione imponente ed irrefrenabile, devastante. 

Ti rapisce, ti prende e ti porta negli angoli immensi del mondo; la grandezza del paradiso e dell’inferno visti insieme, nella loro totalità.

Molti dicono che non lo dimenticheranno mai, forse è vero.”, le parole sono così toccanti da suscitare forti emozioni in chi le legge.

Assolutamente consigliato.

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Europrogettamore

Claudia Mattioli ci ha proposto il suo giovane romanzo: Europrogettoamore.

Vicky conduce una vita tranquilla, felice delle sue certezze: gli amici, la famiglia, il lavoro, ed il suo ragazzo, seppure in modo razionale e distaccato.

Il suo mondo verrà sconvolto dall’opportunità di partire per Bruxelles in Erasmus, dove incontrerà una persona che rivoluzionerà completamente il suo modo di sentire le cose.

 

La storia è coinvolgente e ricca di elementi in cui ogni lettore, in un modo o nell’altro, si identificherà, vivendo in prima persona le situazioni in cui si ritrova la protagonista.

La sintassi è perfetta, il testo è fluido e piacevole. L’autrice Claudia Mattioli descrive luoghi e situazioni in modo così minuzioso che sembra vedere il cielo di Bruxelles in tutte le sue sfumature, le stradine piene di locali e perfino ogni dolcetto mangiato dalla protagonista.

Vicky è una ragazza disillusa, che crede che le famose “farfalle nello stomaco” siano solo leggende metropolitane. Eppure si ritrova a cambiare idea quando i suoi occhi si perdono in quelli di Marco.

Il finale è lasciato un pò all’immaginazione del lettore, che sceglierà per Vicky se accettare o respingere la proposta di Marco.

 

Recensione a cura di: Maria Carlucci

 

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