Rhapsody

Rhapsody è il secondo volume della trilogia dei romanzi di Cristiano Pedrini, che vede come protagonisti, il nobile e giovane Julian ed il suo, ormai, fedele segretario, ma non solo, Ray.

In questo capitolo sembra esserci stata una crescita da parte dell’autore che ha imbastito al meglio una trama che nel primo volume sembrava essere un po’ spigolosa.

Difatti gli intrighi, forse solo un po’ accennati nel primo volume, diventano via via più interessanti e coinvolgenti, rendendo Rhapsody un libro che racchiude al suo interno sia il genere romanzesco che quello thriller-giallo.  In Opportunity tutto questo era rimasto un po’ in sordina, dando più margine di visibilità alla storia d’amore tra i due ragazzi e al loro viaggio introspettivo alla piena scoperta della propria omosessualità. Julian vuole a tutti i costi scoprire la verità sul suo passato, e quella dei suoi precedenti rapimenti. Accompagnato da più personaggi, che nonostante un ruolo non principale, risultano essere sempre ben caratterizzati ed empatici.

Non c’è bisogno di dar troppo spazio all’immaginazione, l’autore ben scrive e descrive anche le scene d’amore tra i due amanti, sempre più innamorati e legati da una vita che non sempre sembra essere stata clemente per entrambi.

Un secondo capitolo che non delude ma che al contrario riesce ancor di più ad accendere la curiosità nei lettori.

 

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Un biglietto di sola andata per Berlino

Quando arriva l’amore non si è mai pronti, ed è proprio ciò che Angela Parise ci mostra in questo piccolo romanzo.

In “Un biglietto di sola andata per Berlino” racconta la storia di un giovane banchiere Hans, che incontra il grande amore della sua vita Marta, giovane studentessa genovese.

In una Berlino freddolosa e cupa inizia la loro storia d’amore, non poco tormentata ma intensa, ovviamente con un lieto fine. La lettura è abbastanza scorrevole, nonostante qualche errore di ortografia e gli sbalzi temporali, che rendono questo libro alquanto un po’ banale.

La storia inizia col piede giusto, coinvolgendo dalle prime pagine il letto ma, immergendosi nella vera sostanza, può lasciare un po’ delusi.

I personaggi non ti colpiscono abbastanza, sembra che manchino di carattere e personalità, tutto decisamente passivo.

Recensione a cura di: Chiara del Piano

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Intervista a Claudia Mattioli

Abbiamo letto e recensito il suo primo romanzo, “Europrogettamore”, ed abbiamo posto alcune domande alla scrittrice Claudia Mattioli.

  • Dove nasce l’idea di scrivere un libro?

L’idea di scrivere è nata un po’ per gioco, un po’ per scommessa… mi sono trovata di fronte al pc e ho iniziato. La storia è venuta fuori da sola, avevo voglia di raccontare un sogno e alla fine mi sono accorta che “somigliava” ad un romanzo. mi sono detta: “ormai esiste, perché non provarci?” Era uscito fuori qualcosa di simpatico, di bello (almeno per me) e mi sono buttata, ho cominciato a cercare una casa editrice. Alla fine il mio lavoro è stato ripagato!

  • Con la protagonista condividi solo il fatto di svolgere lo stesso lavoro, o avete altri tratti in comune?

Vicky c’est moi. Non posso negarlo… non ci accomuna solo il lavoro, ma anche la stessa voglia di vivere, lo stesso modo di incasinarci la vita, il disordine, il fatto di essere la tipica ragazza della porta accanto, semplici e profonde al tempo stesso.

  •  Sei mai partita in erasmus?

Sì, sono stata a Bruxelles… sarà un caso?

Da precisare, però, che il mio avvocato non aveva niente a che fare con Marco (ahimè!)

  • Hai mai avuto ripensamenti dopo la pubblicazione?

Ripensamenti?! Assolutamente no! Anzi, mi ha portato solo grandissime soddisfazioni.

  • Come mai hai scelto proprio questa casa editrice?Sei stata indirizzata da qualcuno?

Per quanto riguarda la casa editrice, diciamo che sono stata fortunata. Ho cercato un po’ su internet, volevo una CE che non pubblicasse a pagamento, ho mandato il romanzo a diversi indirizzi e alla fine mi ha risposto Ed. Leucotea, dicendo che era interessata a pubblicarmi. Mi tremavano le mani mentre leggevo la loro mail di risposta.

  • La storia d’amore tra i personaggi è molto “normale”, senza quella esagerazioni tipiche di questo genere: ti sei ispirata a personaggi reali?

Tutti i personaggi del romanzo sono in parte ripresi dalla vita reale, spesso esasperati, alcune volte in maniera caricaturale. La storia d’amore è volutamente normale, in fondo non ha senso descrivere qualcosa di impossibile, i sogni, per come la vedo io, devono in qualche modo essere tangibili, vicini a chi legge, altrimenti sono destinati a rimanere chimere. Ogni ragazza può identificarsi con la protagonista, quindi tutte possiamo sperare di voltare l’angolo e imbatterci nel nostro “principe azzurro”.

  • Il finale è lasciato un po’ in sospeso. Ci sarà un sequel, oppure hai lasciato al lettore di scegliere per Vicky?

Il sequel è già in cantiere (e così rispondo anche all’ultima domanda). In realtà non ci avevo pensato subito, ma tutti quelli che hanno letto la storia mi hanno praticamente obbligata/spronata a riprendere la penna per far parlare la mia eroina. Come faccio a non accontentarli?

  • Ti piacerebbe se ci facessero un film?

Per finire, un film mi piacerebbe. Posso solo rispondere con un bel MAGARI a caratteri cubitali e con sguardo sognante…

  • Hai in cantiere altri progetti?

A quanto pare si, ci sarà un altro capitolo della vita della nostra amata Vicky ad attendere di essere letto prossimamente.

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