Riflessi in solitudine

Una silloge dedicata ai sentimenti quella della giovane autrice Federica Voi, che utilizza la scrittura come veicolo per esternare ciò che alberga nel profondo della sua anima.

Nelle sue poesie aleggia onnipresente quel senso di tristezza, provocato da illusioni che finiscono inesorabilmente in frantumi, lasciando fuoriuscire dalle crepe pensieri come fosse un fiume in piena. Riflessi in solitudine rappresenta uno sfogo nero su bianco di chi, emotivo ed introverso, preferisce rifugiarsi in se stesso ed esprimersi in maniera alternativa. Ecco quindi l’immedesimazione nella pioggia che scivola sui vetri delle finestre, fredda ed implacabile, a sottolineare un’atmosfera cupa; pioggia che invita a lasciarsi andare, scaricando all’esterno tutti i pensieri e le angosce.

E così, affacciati ad una finestra si piange, ci si libera da un peso opprimente, diventando noi stessi vetro e le nostre lacrime un torrente di pioggia, perché “Si piange quando il silenzio fa impazzire”, e cerchiamo di salvarci nel modo più naturale.

Parole semplici ma con una grande evocazione quelle dell’autrice, che non si lascia sedurre dall’utilizzo di termini troppo complicati, nè di componimenti troppo lunghi, che potrebbero risultare boriosi.

Il tutto accompagnato da una serie di fotografie molto suggestive scattate dalla stessa scrittrice, che completano l’opera donandole quel particolare che sottolinea il senso di irrequietezza e di tumulto interiore.

 

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Recensione a cura di: Maria Carlucci.