Belle Ombre Imperfette

Quattordici racconti che parlano di donne, scritti da una donna.

Questo, in estrema sintesi,la ragion d’essere – e consecutivamente il contenuto – della silloge dell’ottima Marilena Fonti, che ha evidentemente voluto fornire un punto di vista endogeno – da donna, appunto – rispetto a vissuti femminili che troppo spesso vengono descritti da uomini, dunque con una sensibilità giocoforza diversa.

In effetti, ancora troppo poche, sono le scrittrici che parlano di donne senza scadere in parzialità sessiste ,antimaschili, o di letteratura “rosa”: la bravura dell’autrice sta proprio nel focalizzarsi sulle coscienze, sull’intimità, sulla prospettiva femminile, così da offrire un orizzonte proprio ed autonomo, influenzato certo, ma mai subalterno rispetto a quello maschile.

Le storie narrate, tutte con protagoniste diverse, hanno la capacità di immergere il lettore nei drammi di ciascuna di queste donne, per lo più adulte, con esperienze traumatiche di separazioni;donne che hanno tentato o stanno tentando di riprendersi faticosamente in mano la propria vita, con coraggio e dedizione.

“Belle ombre imperfette” – il titolo della raccolta – sembra alludere proprio ad una condizione di infelicità che può evolvere (il lieto fine non è ovviamente scontato) verso una superiore serenità e presa di coscienza di ciò che si è e che davvero si vuole.

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I Caduti

I Caduti di Matteo Carmignoli reca un sottotitolo – “Storia di una Coscienza” – inusuale e criptico nella sua apparente semplicità: qual è la coscienza cui l’autore fa riferimento?

Tuttavia, specifichiamo: non sull’identità di detta coscienza intendiamo interrogarci in questa sede, a caccia di pezzi eventuali di autobiografia dell’autore, bensì sulla natura, la peculiarità, la rarità di siffatta “tipologia” di coscienza; coscienza tormentata, geniale, asociale, tanto per cominciare a qualificarla.

Dinanzi a tanto profonda, disperata, rabbiosa ed urlante, coscienza, è di scarso interesse il corpo abitato da essa: quello di un professore precario di lungo corso, costretto a viaggiare quotidianamente per ore nel tentativo – vano – di suscitare l’interesse in “branchi” di ragazzi somiglianti a demoni distratti, insulsi ed urlanti; un uomo, il professore, incapace di amare e di essere amato (nonostante un innamoramento platonico per una collega ed una fugace “relazione” con una prostituta), che pare “attraversare” la vita senza che alcuno se ne accorga davvero.

Un corpo come tanti, dunque, in un mondo che sempre meno spazio lascia alla “rivelazione” – intesa quale vera e propria epifania – del proprio io più profondo, autentico e ferino, compresso ed oppresso sino al punto di esplodere (od implodere), con conseguenze devastanti, inimmaginabili e comunque incontrollabili.

I caduti del titolo sono dunque quegli umani che si sentono – e sono – sempre fuori luogo e fuori posto, perennemente inquieti, coloro che nelle convenzioni e nelle “ritualità” (lavorative, sociali, sentimentali) della società odierna proprio non ci si ritrovano; di qui, l’analogia col “caduto” per antonomasia, Lucifero, destinato a conoscere, senza mai poterlo abitare, il paradiso, ed a trarre a sé i dannati, infelici come lui.

Un libro personalissimo, a tratti inquietante, sicuramente sopra le righe, in grado di pungolare il lettore sino a farlo interrogare circa quanto davvero sia piena e soddisfacente la vita che quotidianamente – e spesso a stregua di automa – conduce.

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Pasta fatta in casa

Un libro per chi ha voglia di “normalità”, quello di Luca Murano.

Pasta fatta in casa – Sfoglie di racconti tirate a manoè infatti null’altro che lo sguardo dell’autore sulla realtà quotidiana che avvolge e permea ciascuno di noi; d’altronde, sin dal titolo, l’autore intende comunicare l’idea di “tradizione”, familiarità, amore per la semplicità.

I diciotto racconti di cui si compone la raccolta hanno per protagonisti personaggi sempre diversi: la vicina anziana e visionaria, una coppia di coniugi alle prese con la figlia lontana, un’altra coppia con la zavorra di un figlio scomparso, un vicino che “lascia in eredità” una tartaruga, la fine di un amore…

Ciò che colpisce è la maestria con cui Luca Murano riesce a tenere incollati i lettori alle pagine –addentrandosi in toni drammatici e/o comici a seconda della situazione narrata – lasciando immancabilmente alla fine di ogni racconto quel senso di vuoto, di smarrimento che attanaglia ciascuno quando un buon libro è finito.

Senz’altro, oltre alle trame, contribuisce al buon esito complessivo dell’opera l’utilizzo di un linguaggio immediato e moderno, che non richiede voli pindarici nell’interpretazione dei concetti espressi e dunque fluisce placidamente.

D’altronde, non crediamo essere un caso il fatto che lo scritto sia stato pubblicato da BookaBookgrazie al contributo dei futuri lettori, cui erano stati concessi stralci dell’opera prima della pubblicazione completa: un vero e proprio – credibilissimo – crowdfunding letterario!

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