Tutto è scritto

  • “Tutto è scritto” è un romanzo scritto da Simone Ruggerini ed è un’opera che nella sua totalità mette a nudo le molteplici sfaccettature che caratterizzano l’essere umano: emozioni, sentimenti, la voglia di proteggere i propri legami – sia essi famigliari che amorosi – lo spirito di sacrificio nell’affrontare le difficoltà della vita; ma anche la parte violenta e crudele dell’uomo, quella parte oscura, latente e inconfessabile che ogni individuo nasconde nelle zone più intime e profonde dell’anima, che spinge ad odiare, a provare invidia e a compiere gesti folli e sconsiderati al limite del verosimile.
    Non c’è un protagonista assoluto in questa storia, tutti i personaggi vivono le proprie vicende ignari che qualcosa di terribile e immondo incombe su di loro e il susseguirsi di una catena di eventi tragici li porterà a mettere in discussione l’essenza stessa della vita che stanno vivendo e presto o tardi si renderanno conto di avere a che fare con qualcosa molto più grande di loro che li legherà loro malgrado allo stesso destino.
    Spiccano le figure di Francesco, Matteo e Valentina, tre ragazzi tutti diversi fra loro in procinto di cominciare la vita universitaria, ognuno con le proprie ambizioni e speranze per il futuro e che all’interno del romanzo rappresentano l’emblema dell’amicizia, quella vera e indissolubile che riesce a dare forza anche quando gli ostacoli e sembrano impossibili da superare: fra i tre si creerà un bellissimo rapporto che col passare del tempo diventerà un vero e proprio rifugio in cui ripararsi.
    Proprio fra Matteo e Valentina tuttavia si crea un legame che li legherà ancor di più, facendo evolvere quella che dovrebbe rimanere una cara amicizia in qualcosa di ancora più speciale e unico, un vero e proprio sentimento d’amore che permette ai due ragazzi di sostenersi a vicenda, finendo per isolare dal trio Francesco che in cuor suo prova per la prima volta invidia e gelosia del suo amico, sentimenti che lui per tutto il tempo, finché potrà, soffocherà tanto è il bene che prova per i suoi due amici. Potrebbe sembrare il classico triangolo amoroso ma in realtà il conflitto che Francesco avrà con se stesso e i suoi amici è qualcosa di molto più profondo e terribile di quanto si possa immaginare.
    Il capitano Giorgio Dotti è forse uno dei personaggi che dimostra molto più rispetto agli altri l’impatto psicologico che un individuo ha nel conoscere una Verità troppo assurda da accettare, non si può non notare quanto sia devastante il suo cambiamento da uomo duro, imperturbabile e fiero, degno della posizione che ricopre a quello di un uomo che è così fragile tanto da scappare dal mondo che lo circonda, nel rifugiarsi a casa sua nell’ambiente familiare, quasi come se stesse vivendo un sogno.
    Poi c’è Alfredo, colui che incarna per primo il Male vero e proprio. Quest’uomo si presenta come uno squilibrato mentale, nessuno si accorge di lui e del suo isolamento e nessuno sa che Alfredo è perseguitato, quasi posseduto, da una voce che lo istiga alla ricerca continua di un modo per soddisfare “l’impellenza” che urge nel suo corpo fino al compimento di un atto terribile, uccidendo una povera ragazza innocente.
    Questo personaggio è un punto chiave di tutta la storia, sarà il suo coinvolgimento nelle vite di tutti gli “attori” di questo racconto che getterà le basi per lo sconvolgimento della loro esistenza, come ad esempio Laura e Paolo, i genitori di Francesco, una coppia che si ama che vedrà tuttavia la loro vita sgretolarsi.
    “L’impellenza” è descritta sapientemente dall’autore come una sorta di tentazione, quasi come se a parlare fosse il diavolo in persona, infetta i più deboli e li spinge a commettere atti peccaminosi, ad uccidere e a soddisfare il bisogno sessuale quasi ad un livello animalesco; anche il linguaggio in questo senso è molto crudo e descrittivo, a tratti così volgare che potrebbe portare disagio ai lettori più sensibili ma nel contesto è una scelta vincente, sembra quasi di poter toccare con mano le sensazioni che la lettura di queste pagine regala al pubblico.
    Non manca la suspense, l’autore racconta la storia di ogni personaggio parallelamente a tutte le altre, invogliando il lettore a voler leggere sempre di più per proseguire nella storia senza perdersi nulla di tutto ciò che accade ed è proprio grazie a questa tecnica che si riesce a cogliere il collegamento cruciale fra i personaggi, quel filo invisibile avvolto intorno le loro vite come se si muovessero all’unisono, come se il loro destino fosse già stato deciso da qualcuno più in alto di loro e che fosse, appunto, già “tutto scritto”.
    A questo proposito sono proprio le figure di Natalia e Samuele a rappresentare una sorta di contrasto con tutto quello che sta succedendo, una coppia di giornalisti che tenta il tutto e per tutto di dare una spiegazione logica e razionale alle vicende su cui indagano: rappresentano a pieno la battaglia continua fra logica e illogicità, tra follia e ragione, uno scontro fra due elementi che in questo romanzo è sempre costante.
    Ultima ma non ultima Caterina, sorella di Alfredo, combatte anche lei a suo modo per scoprire la verità, forte della fiducia che lei riponeva nel fratello, non disposta a credere che proprio il suo Alfredo si è macchiato di tali crimini: la sua dolcezza stona con la crudeltà e la violenza di cui il libro è intriso ma è proprio grazie a questa sua particolarità che colpisce nel segno, donando una ventata d’aria fresca che alleggerisce il peso psicologico a cui il lettore potrebbe sentirsi sottoposto.
    È un romanzo che lascia col fiato sospeso, il lettore può sentirsi sia parte del racconto, in quanto i personaggi sono persone comuni come noi, che provano gli stessi sentimenti, le stesse paure e dubbi sia un semplice spettatore quando si ha l’impressione che ci sia un burattinaio a muovere i fili della storia ed è qui che ci si pone un quesito irrisolvibile: è davvero già tutto scritto o ognuno è padrone del proprio destino?
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La ragazza oltre il mare

L’amore , quello vero, che non lascia respiro e che spinge a pensare insistentemente alla persona che lo fa ardere dentro di noi, che consuma l’anima giorno dopo giorno, che ci fa sentire vivi.
L’amore che ferisce, che strappa il velo posto su quella verità nascosta che non si è pronti ad accettare, nascondendoci dentro di noi, nel nostro mondo o, per citare l’autore del libro, nel nostro acquario stagnante che ci fa sentire sicuri, protetti, nonostante possa creparsi e sgretolarsi alla stessa velocità di un battito di cuore.
Ne “La ragazza oltre il mare”, il protagonista – che scopriamo essere lo stesso autore essendo il libro un diario autobiografico – dopo aver osservato il tramonto e il mare – i suoi “compagni di vita” li chiama, che gli permettono di perdersi nella sua immaginazione dove si sente sicuro e protetto – incontra una ragazza della quale si innamora perdutamente e con lei, diventando la sua musa e la sua fonte di ispirazione, inizia a vivere una storia d’amore fatta di poesia e passione, che lo turba ogni giorno e che lo fa sentire vivo come non lo fosse mai stato.
Presto si rende conto però che quell’amore, per lui linfa vitale non soggetto a nessuna scadenza programmata, è destinato a finire quando la ragazza deve partire, tornare alla sua vita.
Da quel momento il protagonista si strugge per lei, la ricorda in tutti i suoi scritti, le dedica poesie, prova la nostalgia di quell’amore che gli ha donato una nuova vita, tirandolo fuori dal suo castello immaginario dove lui si è sempre rifugiato, dal suo “acquario” pieno di crepe che si è frantumato e che adesso, deluso e amareggiato dalla grande delusione, deve ricostruire un pezzo alla volta per proteggersi da quella grande sofferenza.
Questo è uno dei punti chiave del libro, il contrasto fra l’amore, quello vero, che ci dà aspettative e ci fa sognare e ci spinge a cercare di costruire qualcosa di importante con una persona e l’amore vissuto come un sentimento più leggero, qualcosa di più superficiale che sappiamo già finirà prima del previsto, come se fosse programmato.
È un libro che riesce a toccare nel profondo la nostra anima e il nostro cuore, chi ha vissuto un’esperienza amorosa importante nella propria vita può immedesimarsi nel protagonista che non riesce a dimenticare il suo passato, nonostante sia consapevole che non potrà riavere indietro né ricevere a sua volta quello che ha dato ad una persona che si è amata.

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Xiaomi e Oppo testano Hongmeng.

  1. Dopo i recenti rumors sull’esistenza di un sistema operativo Huawei in fase di sviluppo, arrivano finalmente le prime indiscrezionii: Hongmeng OS esiste ed è stato anche già collaudato nell’arco dei due anni passati e risulterebbe addirittura più veloce di Android del 60%.
    Inoltre, sembra che HUAWEI abbia convinto anche altre aziende com Xiaomi e Oppo a testare il nuovo sistema operativo, segno che il colosso Cinese vuole competere alla pari con Android e iOS.
    Di fatto ciò significa che il sistema operativo sarebbe già pronto al lancio e utilizzabile anche per i device non Huawei.
    Non sono arrivate conferme ufficiali dalle aziende che abbiamo appena citato, la situazione fra Cina e USA sembra ben lontana dal risolversi, nonostante Huawei sia stata reinserita in tantissime associazioni e alleanze importanti, in particolare nel programma di sviluppo di Android Q che potrebbe essere rilasciato sui device Huawei Mate 20 pro entro la fine di quest’anno.
    Hongmeng rappresenta quindi una vera e propria svolta per gli Smartphone Huawei, che sarebbe già installato su 1 milione di device, un offensiva che Google non può di certo sottovalutare considerato che è proprio grazie alla diffusione di questi smartphone che ha potuto accrescere il numero dei suoi utenti negli ultimi anni: non a caso Google ha avvisato lo stesso presidente Trump dei possibili rischi che il ban comporterebbe a livello nazionale, in quanto il nuovo sistema operativo potrebbe risultare non sicuro e più esposto ad attacchi da parte di Hacker e malintenzionati, tenendo conto che anche altre aziende Cinesi potrebbero inserirsi all’interno di questa manovra che sconvolgerebbe il mercato mobile attuale a livello mondiale
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