Love kaputt

Una storia intricata quella costruita da Antonio Giugliano, che spazia dall’amore al bisogno fisico, al mistero ed alla disillusione.

Maurizio Marullo è un uomo che si è sempre bastato da solo , godendosi la sua vita in giro per la penisola, concedendosi qualche avventura. Sa il fatto suo, crede nell’amore e nello stare in coppia, nonostante non si affanni nella ricerca della sua metà.  Finchè non resta folgorato da una sconosciuta  durante un viaggio in treno…

Marullo è talmente innamorato da decidere in brevissimo di trascorrere il resto dei suoi giorno accanto alla donna, che morirà dopo qualche tempo.

Il romanzo però si apre con un altro evento che segnerà l’ormai temprato protagonista, e seguirà poi una tempistica a sé, a seconda delle vicende che l’autore vuole raccontare.  Ci addentreremo in un dedalo di esperienze più o meno piacevoli, di intrighi e di donne senza scrupoli, tuffandosi in un percorso interiore che analizza la sua esistenza a tutto tondo.

Si parlerà di riscatto sociale e di stereotipi non tanto fasulli, di matrimoni che altro non si rivelano se non una fuga dalla ‘normalità’, cercati più spesso come confini da cui evadere alla ricerca del brivido e non per amore vero e proprio. Di come un uomo, non più nel fiore dei suoi anni, cerca di rimettersi in gioco al tempo di facebook e degli incontri combinati. Il tutto, prenderà una sfumatura di giallo che arricchirà la storia di una suspense per niente scontata.

L’autore ha saputo sfruttare la propria familiarità coi luoghi descritti, utilizzando magistralmente il dialetto per creare un’atmosfera di intimità, sia nelle conversazioni con alcuni personaggi, sia durante i suoi monologhi interiori, passando da un momento all’ altro a frapporre una certa distanza tra gli interlocutori.

La trama è ottimamente costruita, e l’organizzazione temporale alleggerisce la narrazione, puntando il riflettore direttamente sulle parti salienti e senza quindi perdersi in inutili giri di parole che potrebbero distrarre il lettore nel risalire ai fatti, aggiungendo quel pizzico di mistero che porterà ad un epilogo decisamente inaspettato.

In fondo… non si può esser felici pur mantenendo ardente la fiamma del proprio cinismo?

 

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Recensione a cura di: Maria Carlucci