Io sono la montagna

Lo scrittore Michele Lupo ci ha proposto il suo libro, Io sono la montagna.

L’ autore precisa che la sua è un’ opera di pura fantasia, eppure la lettera che ci troviamo davanti sembra nata dalla penna di un personaggio reale.

Il protagonista della storia è un personaggio losco, che ha sempre vissuto la sua vita ai margini della legalità, traghettando clandestini in giro per l’ Europa. Singolare è il suo punto di vista su questioni che ci limitiamo a conoscere dalle notizie al telegiornale.

Si tratta di un uomo tormentato dai sensi di colpa per aver compiuto un gesto spregevole nei confronti della sua compagna, che decide di scriverle una lettera invocando il suo perdono, espiando la sua colpa raccontandole la sua vita fino a quel momento.

La scrittura è febbrile, a sottolineare una confessione fatta tutta d’ un fiato. La lettura non è molto rilassante, l’ autore salta da un ricordo all’ altro senza seguire un filo logico, lasciando inspiegati argomenti chiave che aiuterebbero a comprendere meglio i lati oscuri del suo carattere e della storia del protagonista.

Interessante è il paragone del suo modo di essere con la fermezza di una montagna, che può pur sempre franare per un piccolo masso che viene smosso.

 

Recensione a cura di: Maria Carlucci.

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2 commenti

  1. la prossima volta t’imbocco, così capisci (per la ninnananna rilassante non sono attrezzato)

    1. Mi scuso se le mie parole non sono state di suo gradimento, ma la mia professionalità mi impone di esprimere un giudizio obiettivo.
      Bisognerebbe saper accettare qualsiasi tipo di critica, anche qualora questa non risulti positiva.
      Cordiali saluti,
      M. C.