Intervista a Chiara Bonaconsa

Dopo aver letto e recensito ” Solstice: l’incantesimo d’inverno”  l’autrice Chiara Bonanconsa ha risposto così alle nostre domande.

-Raccontaci un po’ di te,da dove nasce il tuo pseudonimo?:La scelta di usare uno pseudonimo mi è sempre sembrata divertente ed è a tutti gli effetti un omaggio a Jane Austen, sperando che mi porti un po’ di fortuna:-) Le tre iniziali del nome, invece, sono semplicemente quelle dei miei nomi di battesimo.

-Cosa spinge un autore a pubblicare con uno pseudonimo? In parte, come dicevo poco fa, lo pseudonimo è un gioco, in parte scaramanzia e in parte riservatezza. Le motivazioni possono essere tante, a volte semplicemente per una questione di musicalità, detto in parole povere, perchè lo pseudonimo scelto “suona meglio”.

-Da dove nasce la storia che hai scritto? Questa è una bella domanda, soprattutto perchè non esiste una sola risposta! Diciamo che le influenze sono state diverse, alcune più evidenti, altre delle quali non mi sono nemmeno resa conto. Poi qualcosa si rubacchia anche dal vissuto, ma credo sia normale.

– La passione per la scrittura e i racconti fantasy è sempre stata con te oppure è arrivata da grande?Direi che entrambe le propensioni sono sempre esistite e si sono modificate ed evolute con l’età. Il primo romanzo concluso e pubblicato, però, è stato Solstice o meglio L’incantesimo d’Inverno, il primo volume della saga.

-I tuoi personaggi sono totalmente inventati o hai preso spunto da qualcuno che conosci? Anche in questo caso i modelli di riferimento sono di natura diversa – persone incontrate o conosciute o a personaggi ideali che nella realtà non esistono – l’importante è cercare di rendere il personaggio interessante e soprattutto, verosimile. Spero di essermi avvicinata almeno un po’ a questo obiettivo.

-Il tuo libro ti ha portato le soddisfazioni che desideravi? Le persone che hanno voluto dare una possibilità alle tre sorelle Hataway mi hanno dato grandissima soddisfazione attraverso il loro entusiasmo e apprezzamento. Per chi scrive non c’è risultato più atteso e desiderato: che la storia e i personaggi appassionino e creino un “legame” con il lettore. Purtroppo il sogno nel cassetto rimane quello di vedere Solstice in formato cartaceo. Vedremo cosa riserverà il futuro …

-La tua opinione su gli ebook? Faccio parte della vecchia scuola e senza esitazione rispondo i libri di carta, quelli che si toccano e si sfogliano. Devo riconoscere però che grazie alle possibilità che offre il digitale ho potuto pubblicare Solstice e più in generale gli ebook hanno degli innegabili vantaggi. Quindi ogni tanto, perchè no?

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Più che dei progetti ho delle aspirazioni che credo siano le stesse di tutti coloro che vorrebbero vedere negli scaffali delle librerie il loro romanzo

-Nella vita di cosa ti occupi principalmente? Di fatto non smetto mai di scrivere, perchè è ciò che faccio anche a livello lavorativo come copy per la comunicazione.

-Ci descrivi un po’ la tua sensazione dopo la pubblicazione e le prime recensioni da parte dei lettori?

Per quanto il mondo digitale renda tutto meno concreto e tangibile, per forza di cose, e dia meno la percezione che qualcosa stia succedendo davvero, è stata una soddisfazione pubblicare Solstice e leggere i commenti e le recensioni positive.
È bello sapere di aver fatto evadere dalla realtà qualcuno, anche solo per poche ore.