Direzione Ipotenusa

«Viviamo il presente! Non serve rivangare il passato, e il futuro è un’illusione che non possiamo permetterci.»

Questa massima prettamente (quantunque non unicamente) adolescenziale, pronunciata da uno dei personaggi maschili del romanzo in questione, sembra in realtà in controtendenza rispetto all’ambientazione dello scritto.

Se, infatti, “Lati Scaleni” – il primo volume scritto da Mirca Ferri – indaga le turbolenze della prima adolescenza, in questo secondo – Direzione Ipotenusa – l’autrice fornisce uno spaccato delle traversie dell’approdo all’età adulta: giunge il tempo delle responsabilità, del “pensare al futuro”, del “fare sul serio”, dell’evitare di smarrirsi lungo il percorso.

E Melissa, ancora una volta la protagonista, vive – direttamente o indirettamente – la stragrande maggioranza delle situazioni che si presentano anche alle ragazze ed ai ragazzi suoi coetanei, imbattendosi in esperienze dolorose (allontanamento dagli affetti familiari, convivenze fallite, amorazzi sul luogo di lavoro, gravidanze indesiderate…) che tuttavia, nel complesso, contribuiscono significativamente alla formazione del sé e della coscienza di sé.

Ancora una volta, lo stile narrativo di Mirca Ferri non ha nulla da invidiare a quello dei professionisti della scrittura, così come l’intreccio, vivido e credibile, dunque godibilissimo.

In attesa del prossimo sequel