Colla di pesce

 

 

Lorenzo Fain al suo esordio con il romanzo “Colla di pesce”,stupisce per la sua scrittura scorrevole, fresca, giovane,veloce e dal finale al quanto sorprendente. Sullo sfondo di una Trieste degli anni ’90, Fain racconta la storia di un’amicizia tra due giovani ragazzi; quella fra Duilio,di professione attacchino,amante della birra e della panna cotta,e Felice,un tranquillo diciassettenne dai grossi occhiali,appassionato di cucina.

Trasversalmente alla loro amicizia,il lettore conoscerà due personaggi di spessore, due donne: Franca ed Ester,nonché madre e sorella di Felice. La prima,una donna vedova incantevolmente malinconica,rigida e bella, ancorata emotivamente al ricordo dell’amato defunto marito e la seconda invece,una giovane donna anticonvenzionale,libera e selvaggia,della quale Duilio resterà ipnotizzato e con la quale vivrà momenti di pura adrenalina e di impetuoso eros.

“Colla di pesce” non è il collante per le affissioni dei manifesti, né uno degli ingredienti con cui la nonna di Duilio gli preparava la panna cotta…”Colla di pesce” é quella vita che il protagonista sentiva spingersi sulla pelle quando si trovava accanto Ester,ed è con lei che nonostante la distanza,resta incollato nel ricordo di un sogno che fa tutte le mattine.

Non sono mai stata a Trieste,ma grazie alle eccellenti capacità descrittive dello scrittore,dopo aver letto questo piccolo romanzo,posso dire di esserci stata e di aver passeggiato e conosciuto le persone di Via Bellosguardo.

Recensione a cura di : Elena Gimmati.