Belle Ombre Imperfette

Quattordici racconti che parlano di donne, scritti da una donna.

Questo, in estrema sintesi,la ragion d’essere – e consecutivamente il contenuto – della silloge dell’ottima Marilena Fonti, che ha evidentemente voluto fornire un punto di vista endogeno – da donna, appunto – rispetto a vissuti femminili che troppo spesso vengono descritti da uomini, dunque con una sensibilità giocoforza diversa.

In effetti, ancora troppo poche, sono le scrittrici che parlano di donne senza scadere in parzialità sessiste ,antimaschili, o di letteratura “rosa”: la bravura dell’autrice sta proprio nel focalizzarsi sulle coscienze, sull’intimità, sulla prospettiva femminile, così da offrire un orizzonte proprio ed autonomo, influenzato certo, ma mai subalterno rispetto a quello maschile.

Le storie narrate, tutte con protagoniste diverse, hanno la capacità di immergere il lettore nei drammi di ciascuna di queste donne, per lo più adulte, con esperienze traumatiche di separazioni;donne che hanno tentato o stanno tentando di riprendersi faticosamente in mano la propria vita, con coraggio e dedizione.

“Belle ombre imperfette” – il titolo della raccolta – sembra alludere proprio ad una condizione di infelicità che può evolvere (il lieto fine non è ovviamente scontato) verso una superiore serenità e presa di coscienza di ciò che si è e che davvero si vuole.